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SALMO LI.

ALlorchè Davide fuggiva dallo sdegno di Saulle andò a ricoverarsi nella Città di Nobbe, dove venne accolto dal Sacerdote Achimelecco. Furono entrambi accusati da Doecco, Consiglier peggiore di un Re malvagio, e fu perciò Achimelecco messo a morte. Credono gli Espositori, che Davide da questa circostanza avesse preso motivo di comporre il seguente Salmo. Siccome però contenevasi in esso lo spirito della profezia, così venne egli in tal guisa a presagire le persecuzioni, che si sarebbero date all' atteso Messia, ed a suoi seguaci. Davide adunque, figurando la futura Chiesa, esprimeva con questo Salmo le seguenti cose. In primo luogo intendeva di biasimare la malvagità della Sinagoga, e degli Ebrei, che avrebbero accusato il Divin Salvatore presso Pilato ; predisse quindi la di loro distruzione, e finalmente profetizzò la fondazione della Chiesa di Gesù Cristo, la quale sarebbe succeduta alla Sinagoga.

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- Perchè superbo vai
. . . Di tanti eccessi e tanti ?
Empio perchè ti vanti
: : : Di tua malvagità ?
Possente sei nel vizio,
E son tuo pregio e gloria
Nequizia e male oprar,
Inganno e infedeltà.
2 .
Sono i tuoi detti ognora
Diretti all' altrui danno ,
I labbri tuoi non sanno,
Che ingiurie proserir.
Pungenti ed acutissimi
Rasoi di fina tempera
Atti non son così
A offendere e ferir.

1

Quid gloriaris in malitia, qui potens es in iniquitate. 2.

Tota die injustitiam cogitavit lingua

tua : sicut novacula acuta fecisti dolum.

3.
Meglio calcar ti piace
I perigliosi calli
Degli esecrandi falli,
Che di virtù il sentier.
La fè, la rettitudine
Da te posposte vengono
Al tuo capriccio vil ,
Al pravo tuo voler.
Di verità nemico
Sciogli alla lingua il freno ,
E spargono veleno
Le tue parole ognor.
Con frodi ed artifizii
Sopra l'altrui sterminio
Bstoller ti vuoi tu
Perfido ingannator.

3. Dilecisti malitiam super benignitatem, iniquitatem magis, quam loqui aequitatem.

Dilecisti omnia verba praecipitationis; lingua dolosa.

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