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PREFAZIONE ALLA PRIMA EDIZIONE

Ardisco di offrire al Pubblico un metodo per lo studio della lingua inglese, che spero sia per riuscire facile, celere e sicuro agli studiosi; sicchè questi possano nel minor tempo possibile leggere correntemente ed intendere con facilità i migliori scrittori inglesi, come pure comprendere gli idiotismi della lingua parlata e parlarla speditamente. Ho preso a base del mio corso la grammatica di Murray, senza omettere le recenti modificazioni nella parte grammaticale derivate dall'uso.

Questo mio metodo comprende un breve trattato sulle regole della pronuncia e sull'accento, e le principali regole grammaticali, le quali, a misura che sono imparate dallo studente, trovano la loro applicazione nei temi, nelle composizioni e negli esercizi di lettura. Queste lezioni di lettura che divengono sempre più difficili via via che si pro

gredisce, sono accompagnate da parole italiane che sono la traduzione letterale delle inglesi, finchè lo scolaro arrivi agli esercizi di lettura senza traduzione.

Si troveranno pure inserite alcune poesie scelte dai migliori poeti inglesi, corredate, come le composizioni, di opportune annotazioni; ho risparmiato così all'allievo la noia di adoperare il dizionario. Il tempo e la fatica che mi è costato il classificare bene le varie parti del discorso saranno, credo, apprezzati dagli scolari, che sovente dimenticata una parola sono costretti con altre grammatiche a perdere molto tempo per cercarla nelle varie lezioni percorse.

Quantunque io sia convinto che l'unico modo per imparare la pronunzia inglese, che è così strana, sia di udirla dalla viva voce dell'insegnante, pur tuttavia ho voluto scrivere un esteso trattato sulla pronunzia, corredato di esempj di lettura sulle vocali ecc., colle parole divise in sillabe e seguìto da lezioni di lettura con traduzione letterale e colla pronunzia figurata. Questo libretto è in corso di pubblicazione, e presto verrà alla luce col titolo Primo libro di lettura inglese. È in torchio pure la chiave degli esercizi da tradursi, per comodo di quelli che studiano la lingua da sè.

Del metodo col quale mi sono sforzato di raggiungere il fine prefissomi, cioè di rendere lo studente padrone della lingua in

glese, non tocca a me di decidere; ardirei però quasi affermare che non esista alcun'altra grammatica della stessa mole che contenga più materie di questa.

Dieci anni di pratica nell'insegnare la lingua del mio paese, mi hanno convinto della utilità del metodo che ho adesso l'onore di offrire agli studiosi.

Non dirò altro a questo riguardo per non arrogarmi il diritto di giudicare l'opera mia e pregiudicare il giudizio al quale dev'essere sottoposta, ed è ben lungi dalla mia mente l'idea di voler togliere merito alle altre grammatiche inglesi, che hanno visto la luce prima di questa.

Nutro fiducia che il mio metodo incontrerà il favore degli insegnanti della lingua inglese; e prego tutti i miei lettori a volermi benignamente condonare le scorrezioni incorse, cosa quasi inevitabile in una prima edizione.

Firenze, Ottobre 1872.

THEOPHILUS C. CANN.

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