Scritti di critica letteraria

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Casa Editrice Ermanno Loescher, 1906 - 239 oldal
 

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iv. oldal - Io, quando il monumento vidi ove posa il corpo di quel grande che temprando lo scettro a' regnatori gli allòr ne sfronda, ed alle genti svela di che lagrime grondi e di che sangue; e l'arca di colui che nuovo Olimpo alzò in Roma a' Celesti; e di chi vide sotto l'etereo padiglion rotarsi più mondi, e il Sole irradiarli immoto, onde all'Anglo che tanta ala vi stese sgombrò primo le vie del firmamento; te beata, gridai, per le felici aure pregne di vita, e pe' lavacri che da' suoi gioghi a te versa...
216. oldal - La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua e conoscer i caratteri ne
8. oldal - Bianca neve è il bel collo, e '1 petto latte: II collo è tondo, il petto colmo e largo: Due pome acerbe, e pur d'avorio fatte, Vengono, e van come onda al primo margo, Quando piacevole aura il mar combatte...
226. oldal - Se il discorrere circa un problema difficile fusse come il portar pesi, dove molti cavalli porteranno più sacca di grano che un cavai solo, io acconsentirei che i molti discorsi facesser più che un solo; ma il discorrere è come il correre, e non come il portare, ed un cavai barbero solo correrà più che cento frisoni.
138. oldal - 1 monte, al mezzodì scoperta, arsiccia, nuda, sterile e deserta. 20 Percuote il sole ardente il vicin colle; e del calor che si riflette a dietro, in modo l'aria e l'arena ne bolle, che saria troppo a far liquido il vetro. Stassi cheto ogni augello all'ombra molle: sol la cicala col noioso metro fra i densi rami del fronzuto stelo le valli ei monti assorda, e il mare e il cielo.
94. oldal - E ch'indi tutta la faretra scarchi, E che visibilmente i cori involi: Quindi il naso, per mezzo il viso scende Che non trova l'invidia, ove l'emende. 13. Sotto quel sta, quasi fra due vallette, La bocca sparsa di natio cinabro...
xxiii. oldal - Erminia, sia sterilissima cosuccia in proporzione dello amore di Ruggiero e Bradamante, adornato di tutti i grandi avvenimenti che tra due amanti accader sogliono, cioè d'imprese eroiche e grandi scambievolmente tra loro trapassate. * Quivi si veggono le gravi passioni di gelosia, i lamenti, la saldezza della fede datasi e confermata più volte con altre promesse, gli sdegni concepiti e poi placati da una semplice condoglienza in una sola parola proferita.
83. oldal - Ch'ancor fuggendo mostra il cor gentile, E minacciosa e lenta si rinselva; Tal Rodomonte, in nessun atto vile, Da strana circondato e fiera selva D'aste e di spade e di volanti dardi, Si tira al fiume a passi lunghi e tardi.
181. oldal - Per me si va nella città dolente; Per me si va nell'eterno dolore; Per me si va tra la perduta gente.
220. oldal - ... a passar colui, egli non avrebbe mai imparato che ci erano in natura due modi da formar voci e canti soavi, volle allontanarsi da casa, stimando di potere incontrar qualche altra avventura.

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